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  • Veronica Giovannetti

Psicoterapia: non solo roba da matti!






“Dovresti consultare uno psicologo” “Non sono mica matto!”


Scommetto che almeno una volta nella tua vita ti sei ritrovato in una conversazione come questa, da una parte o dall’altra. Ad oggi, 2020, l’associazione “Psicologo = Dottore per matti” è ancora molto potente e radicata, a tal punto da farci dubitare delle nostre capacità di far fronte alle diverse situazioni che la vita ci pone innanzi, di farci credere di non essere abbastanza forti se ci serve l’aiuto di un professionista per uscire da un momento difficile.

E se fosse proprio il contrario? Se fosse proprio la nostra capacità di riconoscere di aver bisogno di un aiuto a far di noi persone maggiormente resilienti?


La psicoterapia non è solo “roba da matti”, lo psicoterapeuta non fa il lavaggio del cervello, come molti ancora credono!

Ma allora che cos’è la psicoterapia? Chi è lo psicoterapeuta? Cosa si fa in un percorso di questo tipo?

Proviamo a rispondere insieme a queste domande.

Chi è lo Psicoterapeuta?

Per diventare psicoterapeuti la strada è lunga. Servono infatti molti anni di studio e pratica clinica: innanzitutto bisogna prendere una laurea magistrale in psicologia (5 anni), fare un anno di tirocinio e superare l’esame di stato per abilitarsi alla professione. Questo è l’iter per diventare Psicologo. Se si desidera diventare Psicoterapeuti, bisogna intraprendere poi una Scuola di Specializzazione post lauream in Psicoterapia, della durata di 4 anni, in cui si affianca lo studio delle teorie e dei metodi alla pratica attraverso numerosi tirocini formativi. Anche un medico (solitamente uno psichiatra) può diventare psicoterapeuta.

Questo per dire di diffidare da chi dice “sono un po’ psicologo anche io!”. Come vedi lo psicologo, e ancor più lo psicoterapeuta, è una figura sanitaria altamente specializzata e formata che ha acquisito negli anni conoscenze specifiche per affrontare, comprendere e fornire strumenti in situazioni di sofferenza emotiva.

Che cos’è la Psicoterapia?

Non è semplice definire una pratica complessa come la Psicoterapia, ma la definizione più azzeccata in cui mi sono imbattuta durante questi anni è:

La psicoterapia è un movimento dell’esistenza che ricade sull’esistenza.

Questa frase richiama proprio il lavoro che si va a fare in psicoterapia: il mettersi in moto di un'esistenza (una vita) che in qualche modo non si sente più "a casa", per modificare i propri modi di essere e di fare esperienza. Questo movimento avrà inevitabilmente delle ripercussioni sulla vita stessa dell'individuo, che piano piano potrà ricominciare a sentirsi padrone di se stesso.

I modi di esistere di una persona sono molteplici, la sofferenza emerge quando si vive un'esistenza inautentica, quando si resta sordi all'esperienza che facciamo quotidianamente, che ci comunica sempre qualcosa di noi. Riscorprirsi in maniera autentica è un passo decisivo per uscire dalla sofferenza!

Per questo la terapia è un percorso principalmente di tipo esperienziale, nel senso che l’Esperienza (che facciamo quotidianamente in determinate situazione, l’esperienza di noi stessi, di noi con l’Altro…) è il punto cardine su cui srotolare le sedute. Infatti l'Esperienza, e le emozioni che proviamo a partire da essa, possono essere una bussola potentissima, se saputa utilizzare, per capire la sofferenza e i modi in cui emerge: contestualizzare i sintomi o il malessere è il primo passo verso la riappropriazione della propria esistenza.

In che modo è possibile cogliere l’esperienza in maniera puntuale? Purtroppo spesso le nostre esperienze quotidiane passano in sordina, nel senso che se non siamo ben attenti a ciò che ci accade rischiamo di perderci dei pezzi e sentire poi solo la conclusione, ossia il malessere derivato da esse. Attraverso l’utilizzo del diario, il terapeuta da al paziente dei veri e propri compiti, come per esempio quello di riportare sul diario tutti quei momenti della settimana in cui si è sentito emotivamente attivato, in bene e in male, per evitare che in seduta riporti poi solo quella che chiamiamo “una media” delle esperienze.

Ovviamente in terapia si incontra un’Esistenza, un’individualità, per cui per conoscerla si deve poter contestualizzare il presente alla luce sia della storia di vita della persona, sia dei suoi orizzonti futuri, dei suoi progetti.

La psicoterapia è impegnativa non solo per il terapeuta, ma anche e soprattutto per il paziente, che decide di prendersi la responsabilità di cambiare ciò che gli crea sofferenza per ritrovare il se stesso più autentico.

In qualche modo è una presa di coscienza, un atto di coraggio.

“Ci sono sempre due scelte nella vita: accettare le condizioni in cui viviamo o assumerci la responsabilità di cambiarle” [D. Waitley]

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